AGGIORNAMENTO LSF / LIFin – PROCEDURA DI APPIANAMENTO DELLE DIVERGENZE

Il 7 marzo si è svolta presso il Consiglio degli Stati la prima fase di appianamento delle divergenze riscontrate nei riguardi del Consiglio nazionale per quanto concerne i disegni di legge LSF (Legge sui servizi finanziari) e LIFin (Legge sugli istituti finanziari).

Nel contesto della procedura di appianamento delle divergenze le Camere potrebbero teoricamente effettuare fino a tre deliberazioni di dettaglio in merito a un disegno di atto legislativo prima di pervenire a una conferenza di conciliazione (si veda la sezione dedicata all’appianamento delle divergenze riportata in calce). Tuttavia, al fine di giungere ad una rapida conclusione del processo politico, i portavoce del Consiglio degli Stati stanno forzando l’accordo tra le Camere attraverso l’esercizio dei rispettivi voti. Il Consiglio degli Stati vorrebbe sottoporre a votazione finale i disegni di legge nel corso della sessione estiva. Le leggi potrebbero così entrare in vigore a metà del 2019 o all’inizio del 2020.

Riduzione delle divergenze da 60 a 20 – ancora disaccordi per quanto attiene alla clausola di grandfathering

I dibattiti sviluppatisi finora sono stati produttivi, in quanto, nel corso di questa deliberazione, circa due terzi delle proposte del Consiglio nazionale sono state accolte. Al termine dei dibattiti permangono quindi circa venti divergenze da appianare, più o meno rilevanti per il settore finanziario.

Le divergenze più importanti in riferimento alla LSF:

  • Obbligo della formazione e della formazione continua: a differenza del Consiglio nazionale, il quale vorrebbe introdurre standard minimi per il settore finanziario, il Consiglio degli Stati rimane fermo sulla proposta di eliminazione di tali standard minimi.
  • Conseguenze ai sensi del diritto civile: il Consiglio degli Stati, a differenza del Consiglio nazionale, vorrebbe stralciare la formulazione secondo cui l’adempimento della LSF comporterebbe il contestuale adempimento degli obblighi di diritto civile identici o analoghi.
  • Foglio informativo di base: il Consiglio degli Stati ritiene che anche per i servizi di mera esecuzione (Execution-Only) dovrebbe essere messo a disposizione del cliente un Foglio informativo di base (il Consiglio nazionale non lo ritiene invece necessario).
  • Obbligo di pubblicare un prospetto: il Consiglio degli Stati prevede un esonero dall’obbligo di pubblicare un prospetto fino al valore complessivo di CHF 8 milioni (il Consiglio nazionale vorrebbe invece fissare la soglia a CHF 2,5 milioni).

 

Le divergenze più importanti in riferimento alla LIFin:

In riferimento alla LIFin permangono unicamente due divergenze rilevanti tra le due Camere. Tali divergenze riguardano le disposizioni concernenti l’obbligo di una responsabilità civile professionale (il Consiglio degli Stati non vorrebbe prevedere l’obbligo di stipulare un’assicurazione di responsabilità civile professionale) e la clausola di grandfathering, oggetto di ampie discussioni. Il Consiglio degli Stati vorrebbe fissare un esonero dall’obbligo di autorizzazione all’esercizio dell’attività di gestore patrimoniale per i gestori “veterani” che non attuano attività di acquisizione.

Nessuna divergenza inconciliabile tra le Camere

È probabile il raggiungimento di una conciliazione e di una votazione finale nel corso della prossima sessione estiva (maggio/giugno 2018). Non sussistono, per lo meno in base a quanto dichiarato dal Consigliere federale Maurer, delle divergenze tra le posizioni delle due Camere, tali da non poter essere appianate.

Procedura di appianamento delle divergenze

Di regola questa procedura si applica quando, al termine della prima discussione di un disegno di legge in entrambe le Camere, le decisioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati divergono. In tal caso, le discussioni successive si limitano alle questioni sulle quali le Camere non hanno ancora raggiunto un’intesa. Se le due Camere giungono a un’intesa nel corso di una delle prime tre deliberazioni, nella votazione finale si decide definitivamente sul progetto.

Contrariamente, se dopo tre discussioni in ciascuna Camera sussistono ancora divergenze, è indetta una Conferenza di conciliazione. Ciascuna delle commissioni delle due Camere incaricate dell’esame preliminare dell’oggetto inviano 13 membri alla conferenza di conciliazione. La conferenza di conciliazione presenta alle due Camere una proposta di conciliazione che appiana complessivamente tutte le divergenze rimaste. Se la proposta di conciliazione dovesse essere respinta da una o da entrambe le Camere, l’intero progetto risulterebbe non riuscito e verrebbe stralciato dall’elenco degli oggetti in deliberazione.

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