LSF / LIFIN VERSO L’APPROVAZIONE – LE ULTIME DIVERGENZE VERRANNO APPIANATE NELL’ATTUALE SESSIONE

Riduzione da 20 a 6 differenze – ancora disaccordi per quanto attiene l’obbligo della formazione e della formazione continua e la clausola di grandfathering.

Il dibattito tenutosi oggi presso il Consiglio nazionale si è rivelato molto meno intenso rispetto a quelli degli ultimi mesi o anni. Sono chiaramente emersi dei segnali di affaticamento determinati da un processo politico che dura ormai da diversi anni. Le divergenze sono state ora per la maggior parte appianate. Il Consiglio nazionale ha ad esempio accolto le proposte del Consiglio degli Stati con riferimento ai seguenti aspetti:

  • Rinuncia alla definizione da parte del Consiglio federale di ulteriori categorie di clienti;
  • Mantenimento della separazione tra l’adempimento degli obblighi di diritto civile e di vigilanza;
  • Introduzione dell’obbligo di consegna al cliente del foglio informativo di base anche nell’ambito del servizio di mera esecuzione;
  • Introduzione dell’esenzione dall’obbligo di presentazione di un prospetto nel caso di offerte dal valore complessivo fino a CHF 8 milioni (anziché 2.5 milioni);
  • Previsione di multe fino a CHF 100’000 in caso di violazione delle norme di comportamento;
  • Esclusione dell’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione di responsabilità professionale a condizione che il fornitore di servizi finanziari disponga di adeguate garanzie (LIFin).

 

Rimangono tuttavia ancora da appianare alcune divergenze tra le due Camere rilevanti per il settore finanziario:

  • Obbligo della formazione e della formazione continua: il Consiglio nazionale rimane fermo sulla posizione secondo cui i fornitori di servizi finanziari devono stabilire standard minimi specifici del settore per la formazione e la formazione continua; il Consiglio degli Stati è invece contrario alla previsione a livello legislativo di tali standard minimi;
  • Inversione dell’onere della prova con riferimento ai prospetti: il Consiglio nazionale è contrario all’inversione dell’onere della prova in merito alla diffusione di prospetti, fogli informativi di base o documenti analoghi contenenti indicazioni inesatte, fuorvianti o non conformi ai requisiti legali (non si porrebbe dunque alcun sospetto di carattere generale nei confronti degli emittenti); il Consiglio degli Stati richiede invece che l’emittente debba provare di avere predisposto i documenti adottando le necessarie misure di diligenza;
  • Contratti a domicilio: il Consiglio nazionale vuole escludere l’applicazione ai contratti bancari o relativi alla prestazione di servizi finanziari del diritto di revoca esercitabile entro quattordici giorni previsto dal Codice delle obbligazioni; il Consiglio degli Stati vuole invece assicurare l’applicazione della normativa vigente;
  • Clausola di grandfathering (LIFin): il Consiglio nazionale ribadisce l’impraticabilità dell’applicazione di una clausola di grandfathering e ne richiede pertanto l’eliminazione.

 

I prossimi passi

Le divergenze ancora da appianare verranno ora sottoposte al Consiglio degli Stati, presso il quale lunedì 4 giugno si terrà un nuovo dibattito in merito alla LSF e alla LIFin. Se, all’esito di tale dibattito, dovessero permanere ancora delle divergenze, esse verranno appianate nel corso dell’attuale sessione. L’ultimo giorno della sessione estiva (venerdì 15 giugno 2018) si terrà la votazione finale. È previsto che le leggi entrino in vigore a metà del 2019 o all’inizio del 2020.

Il percorso verso la votazione finale:

Se ambedue le Camere hanno terminato le deliberazioni su una legge federale, un‘ordinanza dell’Assemblea federale o un decreto federale sottoposto ad un referendum obbligatorio o facoltativo e hanno approvato il testo messo a punto dalla Commissione di redazione, in ciascuna Camera si procede alla votazione finale.

In entrambe le Camere le votazioni finali hanno luogo di norma nel corso dell’ultimo giorno di sessione. Indipendentemente dalla decisione della prima Camera (prioritaria), il Consiglio degli Stati procede per primo alla votazione finale in quanto, diversamente dal Consiglio Nazionale, nel corso dell’ultima seduta della sessione non tratta ulteriori oggetti.

Se ambo le Camere approvano il progetto, l’atto legislativo dell’Assemblea federale è considerato validamente adottato. Se una o ambo le Camere lo respingono, l’atto legislativo è considerato non adottato.

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